Not a bully: la campagna fotografica per proteggere le razze pericolose

Not a bully: la campagna fotografica per proteggere le razze pericolose

immagine della campagna fotografica not a bullySono molte le razze di cani che sono considerate pericolose: addirittura 14, tra cui Boxer, Rottweiler, Pitbull.
Eppure i proprietari di questi cani, cosiddetti pericolosi, sanno fin troppo bene che dietro un’apparente patina di aggressività, questi cani sono dolcissimi, giocherelloni e tranquilli come tutti gli altri, benché vengano spesso additati e discriminati.

In realtà nel 2009 erano stati addirittura condotti test comportamentali da parte della Società Americana per i Test sul Comportamento, che mostravano come i cani appartenenti a razze giudicate pericolose hanno avuto performance migliori di altre 121 razze, inclusi Beagle e Collie.
Infatti, molti cani “pericolosi” hanno svolto un ottimo lavoro come cani di servizio, in operazioni militari, nella lotta alla droga e nella pet therapy e sono anche di grande sostegno nelle famiglie.

Dal 2012 fortunatamente c’è anche un’iniziativa per “difendere” le razze di cani “pericolosi” dalla cattiva pubblicità.
“Not a bully” (letteralmente “Non un prepotente”) è un progetto fotografico di Douglas Sonders, un fotografo americano.
L’intento di Douglas è quello di mostrare alle persone che, spesso, quelli che vengono ritenuti cani pericolosi sono solo animali che hanno avuto un passato sfortunato.
Il progetto ha la finalità di far conoscere e di condividere col pubblico le storie di questi meravigliosi cani che, dopo una vita di maltrattamenti, sono stati recuperati e reintrodotti a condurre una vita attiva e positiva.

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