Cani e bambini: 5 consigli per una corretta amicizia

Cani e bambini: 5 consigli per una corretta amicizia

cani-e-bambini-5-consigli-per-una-corretta-amiciziaL’immagine di cani e bambini che giocano insieme sarebbe capace di commuovere anche chi ha davvero il cuore di pietra. In generale, infatti, si può stabilire una bellissima amicizia tra quattrozampe e “cuccioli d’uomo”: molti studi hanno dimostrato che crescere con un cane sviluppa l’intelligenza emotiva del bambino, e lo rende un adulto più equilibrato.

Poste queste belle premesse, però, bisogna ricordare che il cane non è un giocattolo e che reagisce alle azioni del bambino. Inoltre è mediamente più forte e imprevedibile dei compagni di giochi umani, e quindi potrebbe far del male anche involontariamente. È quindi importante che i genitori facciano da mediatori per l’instaurazione di un’amicizia tra cani e bambini.

Ecco 5 consigli utili:

  1. Non lasciarli senza supervisione: come già anticipato, il cane potrebbe far male al bambino semplicemente saltandogli addosso per fargli le feste. Alcuni cani hanno una delicatezza eccezionale nei confronti dei bambini, ma non è sempre così.
  2. Insegnare al bimbo come si tratta il cane: soprattutto se il bambino è molto piccolo, tenderà a trattare il cane come un gioco, anche se senza cattiveria: per cui spesso gli tirerà la coda o le orecchie, o proverà ad infilargli le dita negli occhi. Il cane può reagire allontanandosi o ringhiando, ma non è detto che il bambino sappia interpretare questi segnali in maniera corretta, rischiando un morso.
  3. Cuccioli e bambini: se è vero che un cucciolo è tendenzialmente più giocherellone di un cane anziano, e quindi reagisce meglio ai comportamenti invadenti del bambino, è anche vero che il cucciolo è a sua volta un bambinone, quindi non ha ancora il controllo sulle proprie azioni. Potrebbe mordere per gioco o per semplice spirito d’esplorazione, per cui va posta un’attenzione ulteriore.
  4. Spiegazioni: potrebbe capitare che il bambino riceva un morso o un graffio. Compito dei genitori è spiegare al bambino il motivo per cui lo ha ricevuto, in modo da collegare un comportamento eccessivo ad una reazione precisa, senza far sviluppare al bambino una paura generalizzata dei cani.
  5. Comportamenti canini “scorretti”: bisogna poi fare particolare attenzione ai comportamenti del cane. A volte infatti il quattrozampe vede nel bambino un “animale” da difendere, tanto da arrivare a “proteggerlo” da estranei o adulti in generale. Al contrario, talvolta succede che il cane scambi il bambino per una preda e manifesti quindi nei suoi confronti un comportamento predatorio. Questa problematica si riscontra soprattutto nei cani che non sono stati abituati alla presenza dei bambini fin da cuccioli e che quindi interpretano i movimenti poco coordinati e le urla dei “cuccioli di uomo” come se fossero animali da cacciare.